Elly, from Yorkshire to Molfetta for her Erasmus experience

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Ho conosciuto Elly due anni fa a casa di amici, era l’8 Dicembre e lei era appena arrivata a Molfetta. Come da tradizione si preparavano le frittelle, lei era perfettamente a suo agio e sembrava apprezzare questa specialità tipicamente pugliese. Molfetta è una città di porto, la gente va e viene, ma non capita tutti i giorni di sedersi a tavola con una ragazza dello Yorkshire. La cosa mi ha entusiasmata immediatamente, soprattutto perché ho un debole per l’Inghilterra e per la gente dello Yorkshire in particolare, così spontanea e friendly. Loro avevano fatto sentire me in famiglia, qualche anno prima, e mi piaceva che anche Elly, si sentisse a casa. Era la mia occasione per rendere ciò che avevo ricevuto. Ancora una volta, questo blog mi dà l’opportunità di far conoscere anche voi l’esperienza di Elly che ha deciso di trascorrere il suo anno di Erasmus in una cittadina della Puglia, che apparentemente non avrebbe nulla da offrire ad una giovane studentessa:

It was September 2013 when I got off the train at Molfetta to begin my Erasmus year in a brand new city. Never having visited the South of Italy, it was a great opportunity to explore a place that I knew nothing about, but to be perfectly honest, I was also a bit scared. The welcome I received from the people of Molfetta immediately calmed my nerves and soon after, I settled perfectly into my new job as the English language assistant in one of the town’s schools.

So what struck me about Molfetta? Its beauty, the weather, the food and the people. It was so different from Leeds, the Yorkshire city that I had left behind. I could wear short-sleeved t-shirts in November instead of submitting to the English rain under a heavy coat. Of course the people of Molfetta thought I was crazy. I often went to the port, alone or with friends, to walk around and reflect on the natural beauty of the place. Watching the movement of the sea and the blended tones of the sky, from light blue to pink at sunset, was my favourite pastime. In my spare time I would sit on a bench reading or eating the latest of countless ice creams, to watch the lighthouse illuminate the water or to admire the Cathedral of San Corrado.

I was lucky to be welcomed by a host family that loved making me try Molfetta’s various culinary traditions. I love eating so I was always ready to try food that would rarely be seen on a table in the UK. I tasted sea urchins, octopus, orecchiette pasta with turnip tops and lots of traditional desserts like the ‘scarcella’ biscuit at Easter and the Christmas specialities called ‘cartellate’. At the end of the year, people told me that I seemed more ‘Italian’: I was eating more, because everything was so tasty, and I became less shy because of the welcoming attitude of the people in Molfetta.

While my British friends were exploring big cities like Rome, Turin and Naples, I didn’t mind at all being in a lesser-known town like Molfetta. I actually felt like I was seeing the ‘real’ Italy, like I was learning the culture of region that was little talked about, Apulia. When my family came to visit, we did a tour of the region, going south to Lecce, to Alberobello, Castel del Monte and lots of other places, to discover a world of hidden secrets. With my friends, I enjoyed food and wine festivals, the ‘White Night’ of Molfetta and the traditional Easter celebrations of the town. Maybe for the others, these things were normal but for me, every event was special. Every day I spent in Molfetta, I learned something, always with sunshine and a smile. Molfetta ended up not just being my city for a year. It will always be one of the cities that are most important to me because of the unforgettable experiences I had there and the wonderful people I met.

Era settembre 2013 quando scesi dal treno alla stazione di Molfetta per iniziare il mio anno Erasmus in una città completamente nuova. Non essendo mai venuta nel Sud Italia, avevo l’occasione di scoprire un posto di cui non sapevo niente, ma per essere onesta, avevo anche un po’ di paura. L’accoglienza dei molfettesi ha subito sollevato il primo timore e poco tempo dopo mi trovavo benissimo nel mio nuovo incarico come assistente d’inglese in una scuola della città.

Cosa mi ha colpito durante la mia permanenza a Molfetta? La bellezza, il tempo, il cibo e la gente. Era così diverso da Leeds, la mia città di partenza nello Yorkshire. Potevo indossare le magliette a maniche corte ancora in novembre invece di subire la pioggia inglese nel cappotto pesante. Certo, i molfettesi pensavano che fossi matta. Spesso andavo al porto, da sola o con amici, a passeggiare e riflettere sulla bellezza naturale del posto. Guardare il mare e le sfumature del cielo azzurro e rosa al tramonto era il mio passatempo preferito. Nel mio tempo libero mi sedevo su una panchina, a leggere o a mangiare il mio ennesimo gelato, per vedere il faro illuminare l’acqua o per ammirare il Duomo di San Corrado.

Sono stata fortunata ad essere accolta da una famiglia ospitante che mi ha fatto provare tante specialità culinarie di Molfetta. Mi piace mangiare quindi ero sempre pronta ad assaggiare il cibo che si vedrebbe raramente sulla tavola in Inghilterra. Ho degustato i ricci di mare, il polpo, le orecchiette alle cime di rapa e tanti dolci tipici come la scarcella a Pasqua e le specialità natalizie, per esempio le cartellate. Alla fine dell’anno, alcuni mi dissero che sembravo più ‘italiana’: mangiavo di più, perché tutto era così buono e sono anche diventata meno timida grazie all’ospitalità calorosa dei molfettesi.

Mentre i miei compagni inglesi esploravano grandi città come Roma, Torino e Napoli, non era affatto noioso per me vivere in una città meno conosciuta come Molfetta. Infatti credo di aver visto una parte della ‘vera’ Italia e di aver imparato la cultura di una regione di cui si parlava poco in Inghilterra, la Puglia. Quando vennero i miei parenti a trovarmi, facemmo un bel giro a Lecce, ad Alberobello, a Castel del Monte e tanti altri posti per scoprire un mondo di bellezze nascoste. Anche con gli amici ho partecipato alle sagre del cibo e del vino, la notte bianca di Molfetta e le festività pasquali tradizionali. Forse per gli altri erano cose normali ma per me, ogni evento era affascinante e speciale. Ogni giorno che ho trascorso a Molfetta, ho imparato qualcosa, sempre con il sole e il sorriso. Alla fine Molfetta non era la mia città per un anno soltanto. Rimarrà per sempre una delle mie città grazie alle esperienze e alle persone indimenticabili che ho incontrato.

di Elly Cooke

introduzione di Tania de Cesare

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